lunedì 7 maggio 2012

Chiudete i rubinetti

La lacrima facile è donna e io sono una frignona da competizione, piango disperatamente quando sono stanca, quando sono delusa e la serotonina scarseggia.
Piango per cose stupide e se ci penso, mi sento parecchio stupida nel farlo.

E poi ci sono lacrime di gioia, lacrime liberatorie, tipo quando ti diplomi e presa dall'euforia entri nel primo parrucchiere e pronunci la fatidica frase: "corti sbarazzini e mechati " e devi rinunciare a guardarti allo specchio per diversi mesi... e giù lacrime.
Quando in un ristorante sull'isola della Giudecca uno scintillio spunta dal taschino e lui non ha ancora detto niente ma tu lo abbracci, gli strappi dalle mani l'anello e urli come un campione del mondo: "siiiiiii si si si !
O  in chiesa, nell'incipit, : "io  Valentina..." e il mascara waterproof  rispetta i patti e li rispetta a tal punto da non abbandonarti per tutto il viaggio di nozze.

Le ultime, quando la tua amica ti chiede di fare da madrina alla piccola Anna.
E poi se oltre ad essere la madrina tuo marito è il padrino o patrino minxxxx come continua a ripetere lui, non si tratta più di lacrime ma di un fiume in piena.

Dopo un week all'insegna del "domani lo faccio",  di panni stesi non asciutti, di tante coccole sul divano con il plaid manco fosse autunno, di: "amore ma se ci comprassimo una motoretta da tremila euro al massimo", si torna a lavorare con  una stupida lacrimuccia che riga il viso, come volevasi dimostrare.

Buona settimana, godetevi con me questa bella lezione di vita.


images via iwastesomuchtime.com