martedì 11 novembre 2014

17 mesi


Andamento velocissimo. Sempre.

Da bravo uomo Jaio ha completamente abbandonato il discorso pulizie.
Adesso è tutto un "brrrrr, memmmh, nino nino, ciuf ciuf".

Riconosce la mia macchina, il modello intendo. Per la strada e' tutto un " mamma brum brum".
"Oh si pisellino", così pensando ad un caso fortuito.
Poi ancora.
Non ne perde una, sia parcheggiata che in marcia.
Così con quella di mia madre e di mio padre." Nona, nono brum brum" e le passa tutte in rassegna.

Per non parlare di quanto si sente figo quando anziché uscire di casa con il passeggino andiamo a fare un giro con la  sua Ferrari a pedali.


La sua vera passione rimangono le ambulanze.
Che culo abitare a pochi km di distanza dall'ospedale di Monza, il quarto ospedale pubblico  per dimensioni della Lombardia.
Appena sente una sirena si catapulta alla finestra. Di giorno e di notte.
immaginate che meraviglia.

Jaio ogni giorno mostra nuove scoperte  nel tentativo di pronunciare nuove parole. Quando sfogliamo i suoi libricini  gira le pagine e riconosce gli oggetti raffigurati.
"Jaio dov'è la mucca?" Muuuu e la indica.
E poi mangia da solo, con la forchetta.
Cuore di mamma quanto sono orgogliona.

In questo periodo sta sviluppando una vena  comica tipicamente maschile ovvero ride  e fa di proposito "pernacchie rumorose", lo sketch dei piedi puzzolenti o lo sganasciarsi per cadute accidentali della mamma.

Abbiamo contratto anche la prima malattia esantematica " la mani piedi bocca" che detta così sembra più che altro una canzone della baby dance e invece è una roba che ci ha fatto perdere un numero x di anni di vita soprattutto perché Jaio non mangiava e non beveva.

 E comunque al compimento dei 17 mesi devo dire che non siamo ancora riusciti a dormire un numero sufficiente di notti di fila.
Ultimissima cosa, per favore confermatemi che non siamo gli unici al mondo  a simulare costantemente la voce e il pensiero di Jaio (naturalmente in una chiave fantozziana).
Buona settimana a tutti.









 







martedì 30 settembre 2014

15 e briscola

Secondo uno studio di Harvard, il pianto notturno del bambino sarebbe un modo per obbligare mamma e papà a occuparsi di lui, impedendo così ai genitori di creargli un “concorrente”, cioè un fratellino.
Non posso credere che per sta stronzata a casa Fedeli non si dorme da 15 mesi.


Ero convinta di essere un soggetto che realmente necessitava di meno ore di sonno rispetto ad altri e che, pur dormendo soltanto 4 o 5 ore per notte, stava bene e riposata come chi ne dorme 9.


Dopo 15 mesi e una media di 7 risvegli per notte inizio a temere per la sopravvivenza del mio organismo e del mio equilibro psichico.
15 mesi senza fase Rem, senza sogni, non so se mi spiego.

Per non farci mancare niente temo di soffrire ancora di depressione post-vacanze.
Dover riprendere la routine del lavoro  e della vita quotidiana fatta di pigne di roba da lavare e altrettante da stirare, di riordino dell'armadio ( dettaglio non trascurabile) di spese all'esselunga, di passare l'unico giorno di riposo a settimana a cucinare per Jaio e a rassettare  un minimo casa a meno che non sia passata prima quella santa donna di mia madre e pure di mio padre. Sempre siano lodati.

Quando torno a casa dal lavoro Jaio si è da poco svegliato dal riposino perciò è caricato a molla, io invece se va bene ho fagocitato qualcosa mentre parlavo al telefono con un cliente, mentre con l'altra mano rispondevo a una mail.
Se va bene.
Se non va bene sgranocchio del pane secco destinato agli asinelli della fattoria che almeno un paio di volte a settimana andiamo a visitare.
Ma la grande novità e' che affronto quei 3,7 km che mi separano da casa in macchina.
Tra qualche vaffanculo che grido dietro ai ciclisti che non usano la ciclabile e qualche "rincoglionita impara a guidare" che mi prendo  perché mi ostino a stare a sinistra anche se dovrei stare a destra. Il problema e' che a un certo punto la strada si stringe e ho paura di non riuscire a rientrare perciò keep calm, son prudente.

Adesso che il tempo e' ancora clemente usciamo in bici, giriamo per cantieri essendo Jaio appassionato di Gru   e valutiamo quotidianamente l'andamento dei lavori.
Andiamo in stazione a vedere i treni passare, andiamo fino alla fattoria a dar da mangiare agli animali e a farci sbranare dalle zanzare tigre, prendiamo a caso pullman senza meta solo per il gusto di fare qualche fermata, andiamo allo spazio giochi con i nostri amici di panza, se piove ci rifugiamo nelle varie biblioteche.
Abbiamo un gran da fare insomma.


Jaio usa le prime parole in modo consapevole. Sa nominare alcune persone o cose  con il loro nome tipo mamma, papà, zia, nonno, nonna, Nella,  ara ( Antonella e Sara) paja ( palla) bru bru.
Sa fare richieste specifiche tipo pappa o nenna ( tetta) nanna.
Sottolinea  il contenuto del suo pannolino in particolare quando si parla di cacca. 
Alla domanda come ti chiami? Risponde con un jajaja,
 abbiamo un leggerissimo problema con il genere.


Comprende  un gran numero di parole, anche se non le sa pronunciare. Sa eseguire ordini base  tipo: "Vieni, piglia, lascia, sputa".
Ha molto chiaro il concetto di negazione: tipo in ascensore passa numero 4 piani a dire no no no puntando dritto il tasto antipanico dell'ascensore.
Rimaniamo campioni incontrastati in versi di animali: ai banali e assodati cavallo, pesciolino, t-rex abbiamo aggiunto la rana, la scimmia,  la gallina, la pecora, la mucca.
Solo cose belle e tante soddisfazioni.

Probabilmente troverò il tempo di scrivere  nel 2015 considerando che la prossima settimana detta anche "settimana di passione " inizia con il botto  con ben due open day e un sacco di cose da fare. 

Un caro abbraccio a tutte voi e come dice la mia amica Giulia: "mi consoli  e mi dai  sempre un motivo per resistere".













domenica 10 agosto 2014

W pomicino

Siamo nel paradiso dei bambini, manca un intero blocco generazionale quello che va dai 18 ai 30 anni.
L'albergo ci ha messo a disposizione ombrellone sdraio e lettino, ci credete che non sono ancora riuscita a sedermi una volta?

Jaio non si accontenta di paletta e secchiello e' continuamente alla ricerca di stimoli nuovi, incapace di concentrarsi su un gioco a lungo come normale che sia alla sua età e' più propenso alle attività “eccitanti” tipo buttarsi di testa dallo scivolo sulla spiaggia, impanarsi completamente come una cotoletta o  ostruirsi le vie aeree con le conchiglie.
Jaio rimbalza da un ombrellone all'altro, ruba i giochi a tutti, mangia kg di sabbia, se non lo fermiamo arriva dritto dritto a Pescara.


Jaio ha un nuovo soprannome: Pomicino.
Le affettuose bambine del mini club che hanno preso Jaio per un bambolotto, ogni volta che lo incrociano ( circa 10 volte al giorno) lo riempiono di coccole e baci e lui pomicino appunto  distribuisce bacetti e sorrisoni.
Un po' come Amma abbraccia tutti.
Ma la sua vera passione rimane Mena, la prorompente ballerina del gruppo di animatori di origine napoletane.
"Eh piccirillo, ti piacciono i brillantini sulla maglia?"
"Emmh..."
La prima volta che ho visto Jaio ballare al mini club mi sono commossa, da sfigatissima non ho trattenuto le lacrime.
Ho pianto anche quando mi ha lasciato la manina ed è partito completamente da solo.
Cammina il nostro nanetto e imita anche il verso di tre animali: il pesciolino, il cavallo e il T-Rex.


Come farò a settembre? 
Nella vita non sono riuscita a fare niente di più bello se paragonato a lui 
mi manca l'aria se penso che non potrò più viverlo 24 ore su 24.

 




venerdì 1 agosto 2014

Ferie, forse

Ferie.
Adesso manchi solo tu mitico anticiclone oceanico delle Azzorre.

Al nano, in questo periodo, come a molti bimbi delle mamme di luglio ( il che è consolatorio non poco) partono bizze fortissime, scatti d'ira, noi lo chiamiamo il momento "uh che nervus".
Jaio ricerca autonomia nella sua limitatezza da nano di 13 mesi.
Desidera fare tutto ma non riesce in molto e noi ci proviamo a sorreggerlo e a insegnargli.
A parziale consolazione ho letto che  “sono bimbi molto intelligenti quelli che cercano di imporre la propria volontà prima dei 2 anni."
Tra l'altro ha già annusato il lato debole della nostra coppia : la mamma.
Non lo lascio piangere un secondo e non perché ho sentito pseudo-credenze come quella secondo cui i maschi non vanno fatti piangere, sennò gli esce l’ernia”.
L'ernia in questione però sta uscendo a mio marito.
Lo vedo come si trattiene dopo una giornata di lavoro quando alle 8  entra in casa  e vede suo figlio ricoperto da stelline di pasta al pesto.
Vuole mangiare da solo il nano e io lo lascio fare.
E lo lascio anche colorare.


"Amore per noi cosa c'è da mangiare?"
Il solito, ovvero  quello che c'è di pronto al  banco di Esselunga tranne il farro perché è troppo amaro.
Mi merito un mezzo busto di bronzo per la fedeltà nella zona gastronomia.

E ora apro e chiudo una parentesi, Jaio e' ancora allattato e finché lui vorrà verrà assecondato, la cosa divertente però è che mi tocca sistematicamente  giustificare questo atto come se facessi qualcosa di male.
Perciò risparmiatevi le prese per il culo andate su google e scrivete "allattamento materno".
Poi ecco se avete la presunzione di saperne di più dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’Unicef e anche dal nostro Ministero della Salute che sostengono che l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino io non so più che dire.
Anche perché non ho mai giudicato male chi per i più disparati motivi ha scelto o non è riuscito ad allattare.


Se prima  eravamo in due a ballare l'hully gully adesso siamo in 5 a ballare l'hully gully.
Non pensate male, l'eroina in questione e' Roby, la mia amica dell'università,
Dieci anni fa ci potevamo immaginare così Roby ? Dico di si' ma ci saremmo anche accese una paglia e brindato sopra.


Come va la notte?


La novità e' che gli piace dormire in orizzontale infilare il piedino tra il materasso e la tastiera del letto svegliarsi nel cuore della notte e gridare "caaaaca".
Ci ho provato a srotolarlo ma torna sempre nella stessa posizione.

Ferie, ave.
Forse adesso forse avrò 10 minuti al giorno per tirare il fiato, per finire il libro che ho sul comodino per strapazzarmi il nano a tutte le ore e a
strapazzarmi anche mio marito.

Intanto sono passati 3 giorni di ferie e non ho fatto altro che sistemare i disastri accantonati negli ultimi tre mesi.
Sono stanca, e' come se avessi una coperta troppo piccola e mi volessi coprire spalle e piedi... Se copro le spalle i piedi escono.
Che poi lo so che sono fortunata.
Miki Anto e Saretta i miei e marco sono stati uno squadrone fantastico.
"Sono in ritardo"
 "vai tranquilla il nano sta benissimo ci pensiamo noi e non ti ammazzare in bici per tornare cinque minuti prima.
Non so come ringraziarvi.
E devo ringraziare chi dall'altra parte ha finito il lavoro per me, ha avuto la pazienza di spiegare, mi ha offerto un caffè perché le occhiaie parlavano da sole, ha rotto la catena della bici perché avevo perso le chiavi e mi ha portato a casa quando diluviava.
Sorrisi amici e così anche se il nano manca quando lavori in un ambiente così, stai bene.

A proposito, sono motorizzata ma questo e' un discorso lungo,
Buone vacanze!!!
Riposatevi divertitevi insomma fate tutto quello che desiderate capita solo una volta all'anno perciò godetevela!!!!


lunedì 30 giugno 2014

Uno come te nessuno





Uno.
30 giugno 2013.
Mi ricordo tutto,
 il suo primo sguardo subito dopo il parto, quando mi hanno messo jaio sul petto e ha alzato la testa con un occhio aperto e l'altro chiuso, le lacrime di marco, il letto n.35, il the alle 6 della mattina con le facce sconvolte, la mia e quella di Horiana, l'uscita dall'ospedale, il primo cambio del pannolino a casa che ci ha sorpreso impreparati, la confusione e la difficoltà nell'allattamento, la persiana abbassata, il guardiano notturno, la felicità e la paura sempre a braccetto.
E poi i 364 giorni dopo.
Nella mente e nel cuore.
Mi ricordo tutto, 
non puo' che essere diversamente, e' stato l'anno più bello ( e con meno ore di sonno) di tutta la mia vita.
Tanti auguri amore nostro.



domenica 22 giugno 2014

Quasi uno come te nessuno

Siamo solo noi,
che al 22 di giugno abbiamo ancora le gomme da neve, 
Che mio marito ha terminato le camicie stirate nell'armadio indossando anche l'ultima, quella blu con i disegnini e un po' lucida da sultano del Brunei.
Siamo solo noi,
che il massimo della libidine della settimana e' la serie di Gomarra,
Che alla mattina il cambio del nano e il pieno di tetta sono cronometrati tipo pit stop di formula uno.
che per lavarsi ci sono due chance: o alle 5 di  mattina o dopo la mezzanotte.

Saccottino tra pochi giorni compirà un anno, tra le altre cose questa settimana ha imparato a scendere dal letto aprire la porta della sala e mettersi a fare le pulizie con il suo mini mocio vileda.
Francamente non so da chi ha preso con  ste manie delle pulizie, alle 7 ha passato tutto il mobile nero in sala.


Siamo un attimo in allerta per questo inizio di deambulazione del nano ma quello che maggiormente caratterizza questo ultimo periodo e' sicuramente la presa a pinzetta.
La presa tra pollice e indice per manipolazioni fini, per raccogliere piume sterco briciole e ficcarle direttamente in bocca.
La presa a pinza per afferrare nei compresi quelli di zia Miki e per stritolare capezzoli soprattutto la notte.
La notte.

Jaio inizia a provare un piccolo senso di frustrazione quando non riesce a fare quello che vuole e questo stato generalmente viene manifestato con urla pianti inconsolabili e capocciate all'indietro.
Non siamo quelli dei troppi divieti, vorremmo solo che evitasse di mettere le dita nella corrente, che stia attento a non tirarsi addosso la tv che si limitasse a ingerire cose commestibili e che rinunciasse a fare il bagno nella scodella della Tofee.
Siamo quelli del rinforzo positivo, cerchiamo di spiegare sempre il perché di un no ma lui se ne frega allegramente se vuole una cosa non c'è attrazione in grado di distrarre.

Questo mese ho avuto la fortuna di conoscere anche se solo per una manciata di minuti alcune della mamme di luglio,
questo è un consiglio che mi sento di dare a tutte le mamme in attesa, andate su un forum famoso, individuate un gruppo di mamme con la vostra stessa data di presunto parto e iniziate un percorso di scambio e di conforto reciproco con mamme che si trovano nella vostra stessa situazione temporale e che vivono in tutta Italia e all'estero.
Conoscersi e confidarsi attraverso la rete.
Aiutarsi reciprocamente, atti di gentilezza sparsi.
Le mitiche mamme, vorrei abbracciarle tutte.

Per concludere, abbiamo prenotato le ferie... Quest'anno vacanze esotiche.... Abruzzo!!!!











lunedì 19 maggio 2014

11 mesi e non sentirli

Faccio fatica.

Il pediatra: " signora, e' impossibile pesare il bambino, dovrebbe star fermo almeno 10 secondi".
Io: " ci sarebbe sempre il problemuccio della notte con i continui risvegli"
Il pediatra: " signora, fino ai tre anni i risvegli sono fisiologici".

L'osteopata:" signora e' impossibile trattare il bambino, si muove troppo"
Sicuramente ha avuto un trauma al momento del parto a causa del lungo travaglio, per questo non dorme,
Io:" ah ok ci riproviamo la prossima settimana? 
Osteopata: no signora, ci vediamo dopo il compimento dei due anni.

Praticamente non ci resta che rivolgerci a un esorcista.

L'altra sera ho sorpreso mio marito che raccontava al nano una favola strana, ecco, quando ho sentito che i bambini che non dormivano venivano strappati dalle braccia della mamma, lasciati senza tetta e rinchiusi in collegio mi sono sentita in dovere di intervenire.

Mi sono anche dovuta ricredere ed abbandonare ogni velleità pedagogica di negare la visione di video su you tube al nano essendo insieme al jingle del meteo gli unici blandi sedativi esistenti.

Ieri sono andata in biblioteca a restituire due libri e' con una certa soddisfazione che posso dire di aver letto tutto lo scaffale di educazione prenatale tranne "fate la nanna" che tra l'altro a detta di mio marito sarebbe l'unico da prendere in considerazione.

Saccottino e' un selvaggio, odia il cappello, le scarpe e il ciuccio ma adora giocare con mamme e papà soprattutto in una versione rivisitata di nascondino.
Saccottino oggi compie 11 mesi. 
Il distacco e' durissimo, già quando sono in ascensore mi manca e mi viene un groppo in gola.
A volte per tornare a casa cinque minuti prima pedalo come una matta, mi bruciano le gambe e mi manca il fiato quando lego la bici.
Mi manca quando bevo il caffè, quando mi allaccio una scarpa, quando vedo un altro bimbo, quando devo concentrarmi per lavorare, quando nella playlist si infila la canzone del cowboy Arturo e poi mi sento in colpa perché è piccolo e vorrei stargli accanto sempre.
Il discorso che non c'è distanza in grado di separare vale sempre vero?







mercoledì 5 marzo 2014

E allora si


E' arrivato il momento di dare fuoco al mobile laccato nero in sala, Jaio lo usa come trampolino per lanciarsi nel vuoto.
Il ragazzo gattona, si alza, abbozza qualche passetto e' instabile e velocissimo.
A 12 mesi Santiago, il figlio di Belen, dimostra una certa pigrizia nel non gattonare, Jaio a 9 mesi va come un treno.
Povero amore mio ha capito che nella vita gli tocca faticare.

Tenere la casa in ordine con un neonato e' un lavoro monotono e sottovalutato.
"Amore ma stai andando di nascosto in palestra?"
"No amore ma sono diventata cintura nera in lavori domestici visto che è più il tempo che passo flessa nel raccogliere oggetti e per correre dietro al nano, tra lo stendere i panni e fare i letti."
Poi chiaramente come ogni mamma 2.0. sono iscritta a tutti i gruppi chiusi possibili su FB.
Per dire, lo sapevate che i biscotti Esselunga sono prodotti da Galbusera?
sapete leggere Inci delle etichette?
Che le Flylady ti mandano via mail degli step che vanno dal prendersi cura di se' dalla testa ai piedi, fino a pianificare i lavori domestici, la cena o scacciare i pensieri negativi. Sono un attimo fissate con la pulizia del lavello ma poco importa.
Che sia ben chiaro, non passo le giornate su internet, se fosse così  il nano si sarebbe già sfracellato la testa.
A proposito, quanti bambini sono volati dal divano per un attimo di distrazione cioè per rispondere a un messaggio su wa?
Milioni nel mondo, son certa.

Nel frattempo ho ripreso a lavorare, ho pianto ininterrottamente per due giorni e due notti prima di cominciare struggendomi ascoltando la bella tartaruga e tenendo stretto stretto il nano.
E' successo tutto in fretta, prendere o lasciare e grazie al sostegno della mia famiglia ho deciso di provare.
Sono andata anche ad informarmi in un asilo nido dove tra le altre cose mi sono messa a piangere con il coordinatore.
Se per questo sono scoppiata a piangere anche con due commesse, la gelataia, l'estetista, la cassiera dell'esselunga senza contare tutte le amiche con cui mi sono confidata e ovviamente la mia famiglia.
Non piangevo dal giorno del parto.
Una settimana per organizzarmi, per dare le dimissioni, per fare il brodo da surgelare, per fare le provviste che manco gli apocalittici, per comprare il passeggino leggero, la bici nuova, per riprendere a guidare la macchina, per fare il cambio dell'armadio mio e del nano, per farmi un paio di lampade, per comprarmi due straccetti che poi ci ho preso la mano con la scusa che era da troppo che non lo facevo ma soprattutto la cosa più dura, entrare nell'ottica di non vedere più Jacopo 24 ore su 24 e trovare una soluzione per far si che non ci soffrisse troppo.
Non lo dimenticherò mai, tutto grazie alla mia famiglia  perché altrimenti con così poco tempo avrei dovuto dir di no,  grazie perché lo so bene che per tutti sarebbe stato più comodo se fossi rimasta a casa con Jaio tanto avevo ancora la facoltativa e le ferie, grazie perché avete pensato a me rinunciando voi a qualcosa.
In uno degli incontri sul distacco la psicologa del corso aveva parlato chiaro: " ragazze questa folle  corsa di amore verso il neonato durerà fino a quando il bambino inizierà a gattonare e a far disastri la maggior parte di quelli che vi stanno addosso e che si strappa i capelli per vedere il bambino si tirerà indietro quando ci sarà da far fatica".
Per fortuna per me non è stato così.

Ora la domanda e' una: " Ce la farò a far bene tutto?"
Vi farò sapere, un abbraccio grande a tutti, ho ricevuto mille in bocca al lupo e altrettanti incoraggiamenti del tipo " e' il lavoro che fa per te, vai spacca, dai dai dai " e non posso far altro che ringraziare tutti di cuore.























sabato 8 febbraio 2014

Jaio e il suo primo lavoretto

A volte mio figlio corruccia il labbro inferiore mi guarda fisso negli occhi e sembra pensare: " tutto qui? Non dirmi che non sai far di meglio, ti ricordo che ormai tu hai un solo scopo nella vita: il mio sollazzo perciò datti una mossa".

Il nano ha imparato a star perfettamente seduto e ha  sete di scoprire ed esplorare casa strisciando in retromarcia.
Mi sto ovviamente adattando ai suoi bisogni proponendo nuove attività.
Ieri abbiamo fatto le maracas con la pasta e i gusci dei pistacchi ma Jacopo preferisce suonare le percussioni con le pentole e il cucchiaio di legno.
" tuo figlio e' caduto dal seggiolone?"
"No ma in effetti si divertiva tanto a  giocare con il cucchiaio di legno."

15 minuti, questo e' il tempo massimo di resistenza per ogni attività, con i balli e canti invece tiriamo una mezz'ora abbondante. Si ma non una roba improvvisata, balli coreografati con tanto di lanci e prese del nano.

"Ma Vale come sei dimagrita?"
Certo provate voi a fare 3 o 4 ore di Zumpa al giorno.
Anche il bagno turco si conferma tra le attività che predilige da non confondere con il bagnetto benessere più trattamento corpo che invece non lo aggrada fino in fondo.

Il salotto di casa Fedeli si è trasformato nell'asilo nido da Fedeli.
Il tavolo di cristallo e' stato ricoperto da una tovaglia plasticosa color cerotto (orribile ma non c'era alternativa) gli spigoli coperti con manine di plastica , il tappeto bianco e' stato sostituito da un materassino componibile colorato per attutire, forse, le capocciate del nano e al posto del tavolino una sorta di pinguinone porta giochi.
Ovviamente Jaio non gradisce e anziché gattonare sul suo tappetino preferisce infrattarsi sotto il mobile tra i fili, il "coso" del wifi, le prese di corrente e la polvere, a pochi cm dal mio Mac.
Volete fare un regalo al nanetto?
Con un telecomando lo conquisterete.

La mia amica insiste sul fatto che sono diventata troppo "zen", oggi quando le ho aperto la porta di casa si aspettava un'accoglienza con Jaio in braccio da una parte e una campana tibetana dall'altra.
 Secondo lei la maternità mi ha cambiata talmente tanto che non mi ha mai vista più serena anche se sopra i jeans mi ha sorpresa più volte in pigiama.

Oggi è San Valentino, stavo pensando  per me romanticismo significa anche dire "amore il pannolino a Jaio lo cambio io" e mentre sono in cucina a grattare la piastra della carne sentire i miei uomini che ridono a crepapelle.





venerdì 7 febbraio 2014

Il mio tesoro

A casa Fedeli ognuno ha il suo cesto dei tesori.

Mio marito dopo 5 anni di convivenza ha deciso di comprare una cassetta per gli attrezzi, sebbene non ha mai esercitato il fai da te si è procurato una dotazione base di strumenti:  chiavi per viti a brugola, cacciaviti, martello e chiodi.
Forse e sottolineo forse verranno appesi i bellissimi quadri fotografia  che ho ricevuto in regalo da mio marito e Jaio che al momento giacciono impolverati dietro al mobile.

Per me dopo giorni di  attesa sono finalmente arrivati i colori a dito ecologici da usare con Jaio composti esclusivamente da ingredienti alimentari  sicuri.
Comunque papà domani mattina farà da cavia umana e a colazione mangerà pane burro e una spalmatina di tempera rossa, (se sopravvive) riceverà un primo manufatto intriso d'amore.
 
Anche Jaio ha il suo cesto dei tesori, un classicone.
Per farla breve essendo Jaio ancora limitato nei movimenti non riuscendo così a raggiungere e a distruggere ogni cosa che vorrebbe da brava mamma per appagare in parte la sua curiosità ho raggruppato una serie di oggetti di piccole dimensioni ad uso domestico in un cesto così da lasciare al piccino la libertà di esplorazione.
Gli oggetti vengono stritolati, ciucciati, tirati e vomitati.
E' sorprendente vedere quanta concentrazione e che intervalli di pace abbiamo raggiunto con un semplice bigodino.
Io e mio marito vorremo avere l'opportunità  di abbracciare forte forte  Goldschmied lo psicopedagogista che ha sperimentato questa tecnica ludica rivolta ai bimbi dai sei mesi in poi.
Cosa mettere nel cesto? 
Quello che vi pare solo meglio evitare la plastica perché fredda liscia e poco interessante.
Noi abbiamo messo spazzole, un cucchiaio di legno, una spugna, bigodini, nastri, una formina di silicone.

Non abusiamo però del mitico cesto, Jacopo gioca quando mamma deve preparare la cena per papà.
E così mamma non è più costretta a sentire "ehm fuu prrr uee"mentre cucina, il cestino e' stato istituito da un solo giorno... Quanto durerà questo silenzio sospetto? Mamme se avete sperimentato anche voi fatemi sapere.



giovedì 30 gennaio 2014

Influenza esci da questa casa

Sapete per caso se esiste un asilo nido notturno?

A casa Fedeli siamo a pezzi, il malessere deflagra, il nostro sistema immunitario ci ha fatto il gesto dell'ombrello.
Dopo sette mesi di -non è un problema- no, ce la faccio-amore tu lavori lascia fare a me-, devo ammetterlo, Jaio e' invincibile e devo alzare bandiera bianca.
Per la prima volta dopo undici anni di fidanzamento so esattamente cosa voglio per il mio compleanno: Dormire una notte.
Mio marito prodigo di amore ha commentato con un "ma non mi starai  chiedendo troppo?"
Saranno i dentini, sarà che di notte Jaio rielabora le esperienze fatte durante il giorno, sarà sto cazzo di raffreddore, fatto sta che sono uno zombie.
"Amore ma io faccio un lavoro commerciale, ti vedi allo specchio no?non puoi mica pensare che mi presento conciato come te al lavoro."

Che dire,  e' incoraggiante.

Che poi le sto provando tutte per tirarmi fuori, omeopatia compresa, il farmacista ogni volta che entro nel suo negozio si lecca i baffi, volano sempre come minimo 30 euro, l'ultima volta mi ha rifilato anche una collanina d'ambra per Jaio freak.
Il farmacista grazie alle nostre entrate il week end  si gode il suo affitto stagionale a Cortina.

Dal basso della mia esperienza di madre ho provato ad elencare i cambiamenti  che deve affrontare una neo mamma, ogni tanto io e la mia amica Roby ci mandiamo un wa e aggiorniamo la lista:
- dormire, già abbondantemente parlato,
- mangiare un piatto caldo e comunque in generale mangiare,
- mangiare senza fare contemporaneamente ginnastica per raccogliere i giochi che vengono buttati a terra,
- avere un ospite fisso in bagno,
- rassegnarsi all'idea che la casa passa dall'essere in ordine all'essere un cesso in pochi minuti,
- metterci due anni per compiere una banalissima azione,
- guardare il Tg che se scoppia una guerra me ne accorgo solo se bombardano il mio balcone,
- leggere un libro che non sia un manuale che parla di bambini,
- uscire di casa senza che si sentano le urla fino al settimo piano,
- uscire a cena e mettersi figa,
- arrivare a mettersi il mascara,
- la sera semplicemente uscire,
- uscire per non andare a fare la spesa,
che poi parliamoci francamente andare al supermercato non è bello, "amore prenditi 5 minuti per te e vai a fare la spesa",
Vaffanculo! Se ti piace andare al supermercato vai tu, non ti togliere questo sacrosanto diritto,
- cucinare senza un sottofondo che fa "ummh ummh " che tradotto
vuol dire "prendimi, dai molla tutto e prendimi",
- guardare qualcosa in Tv la sera,
- andar per saldi,
- avere 5 minuti con vostro marito. 

Sia ben chiaro niente di irrinunciabile e' banale dire come tutto viene dimenticato guardando i nostri nanetti, saranno problemi questi?
No, quali problemi, mi fa semplicemente sorridere quello che ho appena scritto, oggi sono 7 mesi, vorrei tanto fermare il tempo, come fanno a pensare ( non specifico il soggetto) che possa tornare a vivere la vita di prima come se niente fosse?










martedì 14 gennaio 2014

w la pappa con il po po pomodoro

La vita da mamma e' strana, ci sono notti  interminabili che scorrono lentissime poi improvvisamente una mattina  apri gli occhi e sono passati sei mesi.

Pensavo di avere più tempo per scrivere e invece non so quante volte ho aperto e chiuso questo post.
Ho provato a raccontarvi del battesimo, della sua prima febbre di tutti i piccoli progressi che ha fatto Jaio: lo stare seduto, i rotolamenti sul fasciatoio, i piedini in bocca, i "gattonamenti"notturni  sul lettone.
Cirque du Soleil…roba da dilettanti

Jaio vuole contatto e io sto vivendo sommersa di amore.
Me ne sbatto dei pregiudizi culturali e cerco di assecondarlo.
Cosa dovrei dirgli? "Dai Jaio, non fare il neonato".

Perciò non parlatemi di vizio, di non tenerlo troppo in braccio, del renderlo autonomo facendolo piangere, di non dormire insieme e di dargli la tetta a orari ecc ecc….


Jaio ha compiuto da poco sei mesi e visto che l'allattamento a richiesta è andato benissimo pensavo di proseguire la strada con l'alimentazione complementare a richiesta lasciando a Jaio il tempo e lo spazio per avvicinarsi da solo ai cibi proposti nella nostra tavola.
Ora, sarà che la cuoca in questione sono io, sarà che lui e suo padre fanno comunella, fatto sta che
fino ad oggi non ha mai manifestato interesse per assaggiare il cibo da me cucinato pur sembrando pronto a cominciare l'autosvezzamento con diversi segnali quali il riflesso di estrusione attenuato, lo star seduto bene eretto e il portare alla bocca qualsiasi cosa.

Due mesi a leggere di autosvezzamento  per poi trovarmi con Jaio che letteralmente ha sbranato la classica pappa-brodaglia consigliata dal pediatra e voluta da mia marito.
Gli è piaciuta talmente tanto che quando è finita ha pianto con i lacrimoni.
Ci manca solo che la sua prima parola sia pappa.
Figlio ingrato.
Quanto lo amo.