giovedì 30 gennaio 2014

Influenza esci da questa casa

Sapete per caso se esiste un asilo nido notturno?

A casa Fedeli siamo a pezzi, il malessere deflagra, il nostro sistema immunitario ci ha fatto il gesto dell'ombrello.
Dopo sette mesi di -non è un problema- no, ce la faccio-amore tu lavori lascia fare a me-, devo ammetterlo, Jaio e' invincibile e devo alzare bandiera bianca.
Per la prima volta dopo undici anni di fidanzamento so esattamente cosa voglio per il mio compleanno: Dormire una notte.
Mio marito prodigo di amore ha commentato con un "ma non mi starai  chiedendo troppo?"
Saranno i dentini, sarà che di notte Jaio rielabora le esperienze fatte durante il giorno, sarà sto cazzo di raffreddore, fatto sta che sono uno zombie.
"Amore ma io faccio un lavoro commerciale, ti vedi allo specchio no?non puoi mica pensare che mi presento conciato come te al lavoro."

Che dire,  e' incoraggiante.

Che poi le sto provando tutte per tirarmi fuori, omeopatia compresa, il farmacista ogni volta che entro nel suo negozio si lecca i baffi, volano sempre come minimo 30 euro, l'ultima volta mi ha rifilato anche una collanina d'ambra per Jaio freak.
Il farmacista grazie alle nostre entrate il week end  si gode il suo affitto stagionale a Cortina.

Dal basso della mia esperienza di madre ho provato ad elencare i cambiamenti  che deve affrontare una neo mamma, ogni tanto io e la mia amica Roby ci mandiamo un wa e aggiorniamo la lista:
- dormire, già abbondantemente parlato,
- mangiare un piatto caldo e comunque in generale mangiare,
- mangiare senza fare contemporaneamente ginnastica per raccogliere i giochi che vengono buttati a terra,
- avere un ospite fisso in bagno,
- rassegnarsi all'idea che la casa passa dall'essere in ordine all'essere un cesso in pochi minuti,
- metterci due anni per compiere una banalissima azione,
- guardare il Tg che se scoppia una guerra me ne accorgo solo se bombardano il mio balcone,
- leggere un libro che non sia un manuale che parla di bambini,
- uscire di casa senza che si sentano le urla fino al settimo piano,
- uscire a cena e mettersi figa,
- arrivare a mettersi il mascara,
- la sera semplicemente uscire,
- uscire per non andare a fare la spesa,
che poi parliamoci francamente andare al supermercato non è bello, "amore prenditi 5 minuti per te e vai a fare la spesa",
Vaffanculo! Se ti piace andare al supermercato vai tu, non ti togliere questo sacrosanto diritto,
- cucinare senza un sottofondo che fa "ummh ummh " che tradotto
vuol dire "prendimi, dai molla tutto e prendimi",
- guardare qualcosa in Tv la sera,
- andar per saldi,
- avere 5 minuti con vostro marito. 

Sia ben chiaro niente di irrinunciabile e' banale dire come tutto viene dimenticato guardando i nostri nanetti, saranno problemi questi?
No, quali problemi, mi fa semplicemente sorridere quello che ho appena scritto, oggi sono 7 mesi, vorrei tanto fermare il tempo, come fanno a pensare ( non specifico il soggetto) che possa tornare a vivere la vita di prima come se niente fosse?










martedì 14 gennaio 2014

w la pappa con il po po pomodoro

La vita da mamma e' strana, ci sono notti  interminabili che scorrono lentissime poi improvvisamente una mattina  apri gli occhi e sono passati sei mesi.

Pensavo di avere più tempo per scrivere e invece non so quante volte ho aperto e chiuso questo post.
Ho provato a raccontarvi del battesimo, della sua prima febbre di tutti i piccoli progressi che ha fatto Jaio: lo stare seduto, i rotolamenti sul fasciatoio, i piedini in bocca, i "gattonamenti"notturni  sul lettone.
Cirque du Soleil…roba da dilettanti

Jaio vuole contatto e io sto vivendo sommersa di amore.
Me ne sbatto dei pregiudizi culturali e cerco di assecondarlo.
Cosa dovrei dirgli? "Dai Jaio, non fare il neonato".

Perciò non parlatemi di vizio, di non tenerlo troppo in braccio, del renderlo autonomo facendolo piangere, di non dormire insieme e di dargli la tetta a orari ecc ecc….


Jaio ha compiuto da poco sei mesi e visto che l'allattamento a richiesta è andato benissimo pensavo di proseguire la strada con l'alimentazione complementare a richiesta lasciando a Jaio il tempo e lo spazio per avvicinarsi da solo ai cibi proposti nella nostra tavola.
Ora, sarà che la cuoca in questione sono io, sarà che lui e suo padre fanno comunella, fatto sta che
fino ad oggi non ha mai manifestato interesse per assaggiare il cibo da me cucinato pur sembrando pronto a cominciare l'autosvezzamento con diversi segnali quali il riflesso di estrusione attenuato, lo star seduto bene eretto e il portare alla bocca qualsiasi cosa.

Due mesi a leggere di autosvezzamento  per poi trovarmi con Jaio che letteralmente ha sbranato la classica pappa-brodaglia consigliata dal pediatra e voluta da mia marito.
Gli è piaciuta talmente tanto che quando è finita ha pianto con i lacrimoni.
Ci manca solo che la sua prima parola sia pappa.
Figlio ingrato.
Quanto lo amo.