martedì 14 gennaio 2014

w la pappa con il po po pomodoro

La vita da mamma e' strana, ci sono notti  interminabili che scorrono lentissime poi improvvisamente una mattina  apri gli occhi e sono passati sei mesi.

Pensavo di avere più tempo per scrivere e invece non so quante volte ho aperto e chiuso questo post.
Ho provato a raccontarvi del battesimo, della sua prima febbre di tutti i piccoli progressi che ha fatto Jaio: lo stare seduto, i rotolamenti sul fasciatoio, i piedini in bocca, i "gattonamenti"notturni  sul lettone.
Cirque du Soleil…roba da dilettanti

Jaio vuole contatto e io sto vivendo sommersa di amore.
Me ne sbatto dei pregiudizi culturali e cerco di assecondarlo.
Cosa dovrei dirgli? "Dai Jaio, non fare il neonato".

Perciò non parlatemi di vizio, di non tenerlo troppo in braccio, del renderlo autonomo facendolo piangere, di non dormire insieme e di dargli la tetta a orari ecc ecc….


Jaio ha compiuto da poco sei mesi e visto che l'allattamento a richiesta è andato benissimo pensavo di proseguire la strada con l'alimentazione complementare a richiesta lasciando a Jaio il tempo e lo spazio per avvicinarsi da solo ai cibi proposti nella nostra tavola.
Ora, sarà che la cuoca in questione sono io, sarà che lui e suo padre fanno comunella, fatto sta che
fino ad oggi non ha mai manifestato interesse per assaggiare il cibo da me cucinato pur sembrando pronto a cominciare l'autosvezzamento con diversi segnali quali il riflesso di estrusione attenuato, lo star seduto bene eretto e il portare alla bocca qualsiasi cosa.

Due mesi a leggere di autosvezzamento  per poi trovarmi con Jaio che letteralmente ha sbranato la classica pappa-brodaglia consigliata dal pediatra e voluta da mia marito.
Gli è piaciuta talmente tanto che quando è finita ha pianto con i lacrimoni.
Ci manca solo che la sua prima parola sia pappa.
Figlio ingrato.
Quanto lo amo.