martedì 30 settembre 2014

15 e briscola

Secondo uno studio di Harvard, il pianto notturno del bambino sarebbe un modo per obbligare mamma e papà a occuparsi di lui, impedendo così ai genitori di creargli un “concorrente”, cioè un fratellino.
Non posso credere che per sta stronzata a casa Fedeli non si dorme da 15 mesi.


Ero convinta di essere un soggetto che realmente necessitava di meno ore di sonno rispetto ad altri e che, pur dormendo soltanto 4 o 5 ore per notte, stava bene e riposata come chi ne dorme 9.


Dopo 15 mesi e una media di 7 risvegli per notte inizio a temere per la sopravvivenza del mio organismo e del mio equilibro psichico.
15 mesi senza fase Rem, senza sogni, non so se mi spiego.

Per non farci mancare niente temo di soffrire ancora di depressione post-vacanze.
Dover riprendere la routine del lavoro  e della vita quotidiana fatta di pigne di roba da lavare e altrettante da stirare, di riordino dell'armadio ( dettaglio non trascurabile) di spese all'esselunga, di passare l'unico giorno di riposo a settimana a cucinare per Jaio e a rassettare  un minimo casa a meno che non sia passata prima quella santa donna di mia madre e pure di mio padre. Sempre siano lodati.

Quando torno a casa dal lavoro Jaio si è da poco svegliato dal riposino perciò è caricato a molla, io invece se va bene ho fagocitato qualcosa mentre parlavo al telefono con un cliente, mentre con l'altra mano rispondevo a una mail.
Se va bene.
Se non va bene sgranocchio del pane secco destinato agli asinelli della fattoria che almeno un paio di volte a settimana andiamo a visitare.
Ma la grande novità e' che affronto quei 3,7 km che mi separano da casa in macchina.
Tra qualche vaffanculo che grido dietro ai ciclisti che non usano la ciclabile e qualche "rincoglionita impara a guidare" che mi prendo  perché mi ostino a stare a sinistra anche se dovrei stare a destra. Il problema e' che a un certo punto la strada si stringe e ho paura di non riuscire a rientrare perciò keep calm, son prudente.

Adesso che il tempo e' ancora clemente usciamo in bici, giriamo per cantieri essendo Jaio appassionato di Gru   e valutiamo quotidianamente l'andamento dei lavori.
Andiamo in stazione a vedere i treni passare, andiamo fino alla fattoria a dar da mangiare agli animali e a farci sbranare dalle zanzare tigre, prendiamo a caso pullman senza meta solo per il gusto di fare qualche fermata, andiamo allo spazio giochi con i nostri amici di panza, se piove ci rifugiamo nelle varie biblioteche.
Abbiamo un gran da fare insomma.


Jaio usa le prime parole in modo consapevole. Sa nominare alcune persone o cose  con il loro nome tipo mamma, papà, zia, nonno, nonna, Nella,  ara ( Antonella e Sara) paja ( palla) bru bru.
Sa fare richieste specifiche tipo pappa o nenna ( tetta) nanna.
Sottolinea  il contenuto del suo pannolino in particolare quando si parla di cacca. 
Alla domanda come ti chiami? Risponde con un jajaja,
 abbiamo un leggerissimo problema con il genere.


Comprende  un gran numero di parole, anche se non le sa pronunciare. Sa eseguire ordini base  tipo: "Vieni, piglia, lascia, sputa".
Ha molto chiaro il concetto di negazione: tipo in ascensore passa numero 4 piani a dire no no no puntando dritto il tasto antipanico dell'ascensore.
Rimaniamo campioni incontrastati in versi di animali: ai banali e assodati cavallo, pesciolino, t-rex abbiamo aggiunto la rana, la scimmia,  la gallina, la pecora, la mucca.
Solo cose belle e tante soddisfazioni.

Probabilmente troverò il tempo di scrivere  nel 2015 considerando che la prossima settimana detta anche "settimana di passione " inizia con il botto  con ben due open day e un sacco di cose da fare. 

Un caro abbraccio a tutte voi e come dice la mia amica Giulia: "mi consoli  e mi dai  sempre un motivo per resistere".