sabato 12 settembre 2015

Chi ben comincia



Sono finite le ferie ed è la solita tragedia, come ogni inizio settembre e come ogni ripresa post vacanziera sono piena di negatività: stressata incazzata, silenziosa, mi si scatenano dal niente gastrite e psico somatiche reazioni varie e naturalmente infinite ore di insonnia notturna, mia e del nano.
Dunque questo e' lo stato d'animo con cui sto vivendo l'inserimento alla sezione primavera di Jaio.

Da dopo la maternità sono stata alla ricerca di tranquillità ed equilibrio mentale  tra  lavoro e jaio  e non appena una folata esterna mi scombina i pezzi del puzzle quotidiano composto da precari incastri di tempo, non pianti di jaio per il distacco, tranquillità sua, divento infelice, terribilmente infelice se Jaio manifesta qualsiasi disagio o mancanza.
Sono 4 giorni che ho un magone indescrivibile.
Quando è il momento di andare al lavoro e lo lascio disperato. Quando so che piange perché dopo le ore all'asilo vorrebbe vedere me e invece   vede qualcun altro perché materialmente avrei bisogno di troppe ore di permesso.
Insomma è un periodo difficile e  benché sia convinta che dopo la tristezza vengono il cambiamento, la crescita, le opportunità creative, 
sebbene so che è importante per il suo sviluppo per aiutarlo a comunicare 
per adesso mi ritrovo una volta uscita dall'asilo  a guidare verso il lavoro piangendo come una disperata
sentendomi terribilmente in colpa.
Ieri ho dovuto anche accostare per riprendere fiato.
Vediamo come va questa seconda settimana.
Astenersi pippozzi del tipo che se sono tranquilla io è tranquillo anche lui. La verità e' che il ragazzo e' molto furbo e tutta sta figata che doveva essere l'asilo per ora non l'abbiamo ancora vista: due pennellate di colori a tempera su un foglio, canzoncine stonate per ora non mi hanno per nulla impressionata.

E comunque il fatto che l'asilo e' bejo e non brutto come qualsiasi cosa che al momento non lo aggrada ( compreso il mare di San Vito Lo Capo) mi lascia sperare in bene.



lunedì 24 agosto 2015

Ciao bella vita

Devo ammetterlo, da milanese imbruttito all'inizio non è stato semplice approdare in Sicilia, 
per noi che siamo abituati a fare un salto all'esselunga, che chiamiamo l'ascensore prima di chiudere la porta,
l'adattamento ad alcuni atteggiamenti nella sfera pubblica di alcuni siciliani ci hanno lasciati perplessi.
Tanto per dirne una vanno in motorino in tre e senza casco anche con bambini piccolissimi guidano dove non dovrebbero in un regime di totale anarchia.
Usano i Verbi  Scendere e salire in modo pittoresco tipo si sale e si scende una valigia dalla camera alla hall dell'albergo.

Hanno cercato di fregarci,
dalla casa che non era una casa ma un sottoscala-box,
Alla tariffa giornaliera dell'albergo.
Hanno tentato ma non ci sono riusciti.
Poi però San Vito Lo Capo la sua spiaggia dorata, le case bianche dalle grandi persiane dei colori del mare e i portoni che sembrano ancora aprirsi a un'era dimenticata, il suo clima caldo ma sempre  ventilato, l'atmosfera mediterranea che inebria i sensi ci hanno fatto dimenticare tutto.


Jaio ha passato 10 giorni a sventolare la trinacria in spalla al suo papà.



E' stato bellissimo e la cosa più bella e' stata passare il tempo insieme.
Il capitano dalla barba lunga, il pattino di salvataggio, la pistola ad acqua, gli scacchi, il ristorante in riva al mare dove tutti si sbaciucchiavano jaio, l'altro capitano con il dente dello squalo, l'aereo grande, il pesce Totò, il rico ( risciò), le navi la luna i nostri amici.



Mi piange il cuore pensando che i prossimi due giorni tutti insieme arriveranno a gennaio.

Non c’è niente che mi renda più felice del vivere in famiglia o più allegra o più sicura.


Jaio il 7 settembre inizierà la sezione primavera,
Ho passato un anno a dire:
"Lo mandiamo, non lo mandiamo, sarà piccolo, sarà felice, si ammalerà , che dici, ci incasineremo il doppio...

Quanto vorrei schiacciare il tasto rewind.







mercoledì 5 agosto 2015

24+

Circa due mesi fa,
Vi avevo salutato così,
con il box allagato da acque nere probabilmente fecali provenienti dalla rottura di un tubo di raccordo biforcato che s'inseriva in un condotto verticale di scarico collegato a più tubazioni secondarie dove appunto confluivano le acque reflue provenienti dalle attività umane di tutto il condomino, il tutto  spalmato su quello che era gelosamente custodito in box:
carrozzina trio di Jaio, i vestiti da 0 a due anni, la sacca da golf con  legni, ibridi, ferri, wedges, putter cazzi e mazzi appunto, le marmitte della moto, un quadro con cavalletto, la tenda degli indiani, dal girello alla bici senza ruote fino alla snowboard.
Basti pensare che mia suocera dopo un'occhiata furtiva ha commentato con: ciao ragazzi vado al mare ci rivediamo a settembre.

Sempre due mesi fa con l'avvicinarsi dei termini di pagamento delle imposte relative alle dichiarazioni dei redditi 2014, snocciolavo il rosario avendo due Cud, la liquidazione, nessun scontrino conservato e nessuna traccia delle spese mediche da scaricare.

Verso la fine di giugno progettavo per i 24 mesi di Jaio un pool party con piscinette gonfiabili in giardino del nonno Gigi con DJ set due drinks  inclusi, dress code smart elegant ignorando che proprio dal 30 giugno sarebbe iniziata un'intensa  ondata di caldo africano con rovente aria dal Sahara con picchi di 40 gradi.

Ho passato le ultime settimane mendicando aiuto per il lavoro costringendo mia sorella a saltare il giorno di riposo, chiedendo a mia madre continui giorni di ferie, ad Antonella di occuparsi di ben tre nani, stesso sforzo richiesto anche a Sara che suo malgrado replicherà anche a settembre e così anche a Marco e mio padre.



E finalmente le tanto agogniate ferie sono arrivate e insieme  le pulizie di primavera e il cambio di stagione.
La stanza di jaio e' stata rasa al suolo. Adesso pisellino ha una stanza e non più una stalla.
Io e marco non passavamo insieme due giorni di fila da gennaio e i primi due di' di ferie li abbiamo consumati spalando letame, con grande soddisfazione però il box  e' stato ripulito ed è tornato ad esplicare la sua naturale funzione e non più quella di latrina del condomino.





sabato 6 giugno 2015

23

La mamma e' mia
Il papà e' mio
Il brum jaio  e' mia
Il gelato e' mio
Jaio in questo periodo e' un attimo possessivo e più ama una cosa, piu' per lui è un vero sacrificio cederla.
molto spesso non si accontenta dei suoi  giochi, ma tutti gli oggetti vuole  possederli e portarli via con sé, in quanto pensa che tutto appartenga a lui. 
 La scorsa settimana si era fissato che il pullman di linea era suo così ho dovuto fare un  numero infinito di volte il giro della città dal capolinea alla fermata vicino casa per poi trascinarlo fuori con un pianto inconsolabile tanto che l'autista ha aperto le porte dicendomi  "signora se anche sono terminati i suoi 90 minuti può rimanere".

Questo senso di “onnipotenza” in cui crede che tutto ciò che lo circonda sia un prolungamento di se stesso diventa problematico in presenza di altri bimbi.
 Quando il pomeriggio lo porto al parco in un bar che ha nella veranda esterna delle macchine a pedali devo armarmi di un contaminuti, quando parte la contesa per la macchina meno scassata sono costretta a mettere i bambini in fila spiegando a ognuno che possono usarla solo per un certo tempo, e quando il contaminuti suona devono lasciarlo all’altro.
Loro tra l'altro si divertono come pazzi.

Voi direte perché cazzo lo porti?
Perché Jaio lo adora e fa parte della sua routine.
Dove sono le altre mamme?
Svangate sotto l'ombrellone sorseggiando una bibita.
Perché non ci vai anche tu?
Perché questo bellissimo bar e' a fianco di un fiume senza nessun tipo di protezione e vorrei evitare di vedere jaio con le anatre.

Altro aspetto che caratterizza questo periodo e' la ripetione infinita di quello che ama, vedi il libro della buonanotte riletto almeno 3 volte di seguito e ogni volta  è come se avesse resettato la volta precedente, visto che per lui è come se stessimo leggendo un nuovo racconto mai sentito prima.

Per non parlare della fantozziana premiazione dove naturalmente Jaio e' sempre medaglia d'oro e dell'inno d'Italia che segue la proclamazione, fatta almeno 10 volte al giorno.

E' un periodo meraviglioso quello che stiamo vivendo,
ho solo un grandissimo rimpianto, 
quello di viverlo troppo poco ma arriveranno le ferie no?
Riuscirò a passare un po' di tempo con il mio adorato marito?
Prima di ottobre riuscirò a mettere piede all'Expo?
Riusciremo a cambiare le gomme da neve ma soprattutto ce la farò a raccogliere i documenti per fare il 730??
E in tutto questo ci mancava il box allagato ma anche questa la risolveremo.
Quando non si sa.
Sempre alla rincorsa, sempre senza fiato, sempre più sfatta, sempre più innamorata dei miei maschietti.
ma questa non è una novità.





domenica 26 aprile 2015

Quasi 22


22 mesi, tra due mesi, due anni.
Quasi addio ai primi due anni di vita in cui Jaio e' stato in balìa di chi si occupava di lui,
avanti all'autonomia, ai no,
al decidere dove andare ( paco), quando uscire e quando rientrare( andiamo a casa? NO), quando dormire e quando svegliarsi ( mamma ja no nanna)fino a decidere che vestiti mettere ( vuoi la maglietta di topolino o i puffi ? Popo!)

In questa fase sembra che Jaio non abbia mai  abbastanza delle cose che ama, sempre andare al parco, sempre la bici, lo stesso libro, le stesse canzoni, sempre la titta, sempre la mamma e il papà insieme.

L'opposizione di Jaio di fronte al cambiarsi all'essere spogliato vestito e lavato rientra credo in questa fase in cui rifiuta l'imposizione  ora che vuole iniziare a provare a decidere lui.
Lo comprendo tentando di fargli sperimentare le sue piccole autonomie permettendogli  scelte come cosa mettersi la mattina, infilarsi e sfilarsi la maglia, mangiare e bere completamente da solo, a volte anche aprire una scatola di biscotti e provarli tutti con un morsichino.
Non ho mai sopportato le imposizioni e chi pretendeva di decidere per me e io non posso pretenderlo da mio figlio magari anche senza nessuna protesta.
Certo sono ferma sulle cose importanti e non negoziabili, tipo i bambini e gli animali non si pestano ne' si assaggiano, 
per strada sempre la manina, in macchina si sta nel sedile, in box si sta sempre vicino alla mamma ma per il resto lascio un margine di autonomia e libertà di espressione.
Quando sono con lui che ho finito di lavorare butto il telefono,  mi impongo di non mettergli fretta, di fargli fare le sue cose a modo suo, senza interferire non voglio essere un ostacolo alla svolgimento della sua vita.


Certo i tempi sono biblici,
sarebbe più semplice fare io per lui per velocizzare le cose. 
Possono volerci degli anni consumati davanti a una pozzanghera con un bastone in mano tirando di tanto in tanto un sasso sfrecciando poi all'improvviso incontro a una nuova avventura.
Oppure possono volerci dei secoli per raggiungere un posto, ma se posso permettermelo, se ho finito di lavorare, 
voglio concedermi di vivere adesso, con lui.


Passo tutto il tempo in sua assenza alla rincorsa, nella frenesia.
Alla cena ci penserò alle 7, alla casa quando dormiranno tutti, forse.
 
Poi c'è mio marito, Il Dalai Lama,
che arriva alle 8 di sera e non protesta perché capita che non c'è ancora niente di pronto e la cucina e' un disastro grazie al passaggio di Jaio,
che mi aiuta a sistemare, 
che legge un paio di libricini allo Jaio e gli mette il pigiamino, che alla parola amore potremmo andare da ikea domenica non inveisce.

Amo il  modo di vivere di Jaio, vorrei farlo nostro, essere nel presente, vivere oltre i vincoli del tempo, godere di ogni attività, fare ogni cosa con amore entusiasmo e carica positiva.

Svegliarmi la mattina pensando che c'è troppo da vivere, correre, cantare, urlare, ballare, imparare a saltare, ridere a crepapelle, fare qualcosa che non hai mai fatto prima, muoversi da una stanza all'altra con il monopattino, rotolarsi nella terra, mangiare un gelato e ciucciarsi le dita, prendere la rincorsa e sbucciarsi un ginocchio e rialzarsi subito dopo, prendersela moltissimo per difendere quello in cui si crede, leggere un libro a gambe in aria, mettersi le dita nel naso che lo so che non si fa ma quanto è liberatorio?
Come fa Jaio,
 a volte mi chiedo chi tra noi educa l'altro.






martedì 10 marzo 2015

Ciao 4 mura ci si rivede a ottobre


Benvenuta primavera tra dissanguamenti economici e grandi festeggiamenti, abbiamo attaccato il 18 con il compleanno di zia Michy il 19 con la festa del  papà e il 20 con il compleanno di Marco poi grazie a l 
'obsolescenza programmata degli elettrodomestici si sono rotte sia la lavastoviglie che la lavatrice con buona pace dell'economia sostenibile.

Come mamma anche Jaio risente del cambio di stagione, si vede che "sta botta" di serotonina la ‘molecola della felicità" data dall'allungamento delle giornate, procura si' grande allegria e voglia di fare ma anche leggerissimi sbalzi d’umore e soprattutto iperattività notturna determinata dalla difficoltà di spegnere i cosiddetti "centri della veglia", nel nostro caso di spegnere i motori in generale, abbiamo scoperto infatti il mondo dei modellini auto.

Abbiamo la brum mamma la brum papà la brum nonno la brum ito, la ip....Per essere all'altezza delle aspettative di mio figlio ho comprato quattro ruote, mi tocca studiare.


Jaio la mamma e' bella?
No
La mamma e' buona ?
No 
Lo dai un bacino al papà ?
No
Vuoi la pasta al pesto?
Si 
Iniziamo ad assaporare le prime soddisfazioni da genitori.

E' un periodo in cui il senso di colpa si insinua dappertutto, si forma a strati sottili:
per il fatto che per molte ore Jaio non sta con me,  per il lavoro che mi capita di scappare, per il fatto che non mi ricordo quanto tempo e' passato dall'ultima volta che io è marco ci siamo presi una manciata di minuti  insieme, per la casa che è sempre in disordine e la cena sempre ripetitiva anche dopo il corso di cucina.
A proposito del corso di cucina subito ribattezzato monsterchef, 
qualcuno ha apprezzato e abbiamo fatto i  biscotti a forma di stelle,



Dio il settimo giorno si riposo' mio marito no, siamo al 18esimo giorno di lavoro consecutivo tornando alle 8 di sera io al decimo.
Scusate se poi un giorno a settimana ci piace recuperare il tempo perduto.

Benvenuta primavera, 
finalmente possiamo dire arrivederci ai cantieri improvvisati con la farina gialla, alle vaschette con le attività montessoriane, alle biblioteche e ai laboratori al chiuso a favore dell'aria aperta.
Ci troverete a rotolarci giù da qualche collinetta, a tirare sassi lungo un fiume, a preparare squisite torte di fango, a far volare un aquilone o semplicemente a sbiciclettare come matti.
Inutile dirvi che ci aggiorneremo presto.




 








    mercoledì 11 febbraio 2015

    19 mesi



    Ci tocca tirare a campare così ancora per  qualche mese, pare,
     al massimo un anno,
     sembra che difficilmente arrivi  ai 4-5 anni la fase dei "capricci".
    Che poi sti terrible Two, partono dai 24 mesi o prima?


    Il canovaccio e' abbastanza preciso: Jaio vuole una cosa ; io  gliela nego; Jaio se la prende un attimo e scatta la fase disperazione detta anche "uh che nervus".

    Jaio  comincia a riconoscere i propri desideri ma non possiede ancora il criterio per distinguere la possibilità di realizzarli o meno: per questo pretende di ciucciarsi completamente il dentifricio,di buttarsi di testa dalla scivolo, di camminare da solo per strada senza la manina, di passare lo spazzolino di suo padre nel wc per poi rimetterlo via o meglio a nanna come dice lui.

    Dall'ultima volta che ho scritto sono passati diversi mesi, abbiamo superato il Natale, anche se in realtà siamo ancora in pieno mood natalizio:  tutte le sante volte che entriamo e usciamo di casa Jaio indica la porta dei nostri vicini dove c'era appesa una ghirlanda con il faccione di Babbo Natale, e tutte le volte sconsolato "Babbo più"
    Poi visto che il libro di Peppa pig Natale era l'unico con gli stickers lo abbiamo preso  e così alcune palline sono finite appese sopra al fasciatoio.


    Abbiamo superato anche il primo ricovero ospedaliero per colpa del Rotavirus.
    Siamo stati ricoverati sei giorni e abbiamo perso sessant'anni di vita,  diversi kg e molte ore di sonno  per non parlare delle secchiate di vomito che abbiamo prodotto, scusate lo schifo.
    Cmq e' passato.



    L'altra novità e' che jaio ha iniziato a interessarsi ai cartoni, essendo la televisione una dei pochi blandi sedativi alla brama di distruzione del nano io e mio marito abbiamo presto abbandonato, come scrissi a suo tempo, ogni velleità pedagogica di proibirla.
    Naturalmente ha le sue preferenze, 
    con sommo orgoglio di suo padre snobba Peppa Pig, il cartone eh perché tutto quello che riguarda il merchandising (giochi, abbigliamento, libricini) gli piacciono un sacco, tanto che quest'anno per carnevale abbiamo optato per il vestitino di George.




    Al momento ci piace solo Masha e Orso certo, aspettiamo con ansia i 90 minuti di 
    pace  che solo un DVD e' in grado di regalare ma secondo Roby mancano ancora alcuni mesi.

    Che poi davanti alla televisione lo lascio poco più di mezz'ora al giorno, il tempo di stendere una lavatrice, di preparare da mangiare, di fare i letti e svuotare una lavostiviglie, per fortuna l'aspirapolvere la passa lui.

    E comunque ci tengo alla conoscenza plurisensoriale di mio figlio infatti accetto di buon grado  lo "sporco creativo".
    Qui si travasa e manipola di tutto: farina gialla, noci, colore.
    A mio  marito invece spunta l'orticaria alla sola parola colori a tempera.
    "Amore ma sei sicura che sia indispensabile per farlo diventare un secchia??"




    Ero convinta che le cotterelle  iniziassero un po' più tardi.
    Jaio sta sperimentando già l’amicizia con gli altri bambini ed incominciando a frequentare i giardinetti ho iniziato ad assistere ad un approccio maldestro ma evidentemente efficace, goffo ma veramente buffo nei confronti di alcune bambine più grandi.
    Jaio attaccato come una cozza alle sottane delle bimbe, jaio ammiccante che improvvisa improbabili passi di salsa ma soprattutto che mi guarda fisso e dice chiaramente : "mamma via".
    19 mesi, praticamente  20.
    Molto bene.