sabato 12 settembre 2015

Chi ben comincia



Sono finite le ferie ed è la solita tragedia, come ogni inizio settembre e come ogni ripresa post vacanziera sono piena di negatività: stressata incazzata, silenziosa, mi si scatenano dal niente gastrite e psico somatiche reazioni varie e naturalmente infinite ore di insonnia notturna, mia e del nano.
Dunque questo e' lo stato d'animo con cui sto vivendo l'inserimento alla sezione primavera di Jaio.

Da dopo la maternità sono stata alla ricerca di tranquillità ed equilibrio mentale  tra  lavoro e jaio  e non appena una folata esterna mi scombina i pezzi del puzzle quotidiano composto da precari incastri di tempo, non pianti di jaio per il distacco, tranquillità sua, divento infelice, terribilmente infelice se Jaio manifesta qualsiasi disagio o mancanza.
Sono 4 giorni che ho un magone indescrivibile.
Quando è il momento di andare al lavoro e lo lascio disperato. Quando so che piange perché dopo le ore all'asilo vorrebbe vedere me e invece   vede qualcun altro perché materialmente avrei bisogno di troppe ore di permesso.
Insomma è un periodo difficile e  benché sia convinta che dopo la tristezza vengono il cambiamento, la crescita, le opportunità creative, 
sebbene so che è importante per il suo sviluppo per aiutarlo a comunicare 
per adesso mi ritrovo una volta uscita dall'asilo  a guidare verso il lavoro piangendo come una disperata
sentendomi terribilmente in colpa.
Ieri ho dovuto anche accostare per riprendere fiato.
Vediamo come va questa seconda settimana.
Astenersi pippozzi del tipo che se sono tranquilla io è tranquillo anche lui. La verità e' che il ragazzo e' molto furbo e tutta sta figata che doveva essere l'asilo per ora non l'abbiamo ancora vista: due pennellate di colori a tempera su un foglio, canzoncine stonate per ora non mi hanno per nulla impressionata.

E comunque il fatto che l'asilo e' bejo e non brutto come qualsiasi cosa che al momento non lo aggrada ( compreso il mare di San Vito Lo Capo) mi lascia sperare in bene.